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A Pitigliano una mostra sugli animali fantastici etruschi

A Pitigliano una mostra sugli animali fantastici etruschi



dal 16/07/2021 al 30/09/2021


Il Museo Civico Archeologico della Civiltà Etrusca 'Enrico Pellegrini' di Pitigliano (Gr) ospita fino al 30 settembre ( grazie ad una proroga) la mostra "Leoni, Sirene e Sfingi. Animali fantastici etruschi e dove trovarli". Si tratta di una esposizione “diffusa”perchè oltre alla tappa di Pitigliano la mostra fa parte di un circuito di eventi espositivi dedicati alla statuaria etrusca vulcente tra Toscana e Lazio che tra i mesi di luglio e settembre 2021 interesseranno ben tre parchi archeologici - il Parco Archeologico “Città del Tufo”, il Parco Archeologico “Antica Castro”, il Parco Archeologico e Naturalistico di Vulci – e quattro musei civici archeologici, quelli di Pitigliano, Ischia di Castro, Canino e Montalto di Castro. Dopo l’inaugurazione del complesso ellenistico della “Tomba dei Leoni” a Sovana, lo scorso 10 luglio, la seconda tappa è rappresentata proprio dalla mostra di Pitigliano dove per l’occasione è stata riallestita la sala del museo dedicata alle produzioni di ceramiche di epoca etrusco-corinzia, oggetto di un recente intervento di restauro conservativo, datati fra il VII e il VI sec. a.C e proveniente da Poggio Buco, un importante insediamento etrusco della media valle del Fiora localizzato nei pressi dell’abitato di Pitigliano.

Tra il vasellame del percorso espositivo caratterizzato da una poliedrica ricchezza pittorica decorativa e raffigurante soggetti appartenente al cosiddetto “bestiario reale e fantastico” etrusco di età orientalizzante, è stata inserita anche una statua vulcente in nenfro di straordinario valore, raffigurante un leone alato di VI sec. a.C., esposta per la prima volta dopo un lungo restauro e  proveniente dagli scavi del 2019 presso la necropoli dell’Osteria di Vulci. In questa città, a partire dagli ultimi decenni del VII secolo a.C., si diffuse nelle necropoli l'uso di decorare i prospetti esterni delle tombe dei ceti gentilizi con statue in nenfro, raffiguranti per lo più animali reali o fantastici: leoni, pantere, arieti, cavalli, ippocampi e creature semi-umane, come le sfingi (metà donna, metà leone) o i centauri (metà uomo e metà cavallo), i cui modelli originari, stilistici e iconografici, erano di derivazione orientale e greca. Questa interessante scultura è stata inserita nella rosa delle cinque scoperte archeologiche più importanti al Mondo candidate allo “Special Award” intitolato alla memoria di Khaled al-Asaad, direttore del sito archeologico di Palmira, barbaramente ucciso dall'Isis nel 2015.  

“Dopo cinque anni una grande mostra torna al Museo archeologico di Pitigliano – spiega Irene Lauretti assessore alla cultura e presidente del sistema Musei di Maremma – grazie alla sinergia tra enti pubblici e privati con l'obiettivo di rimettere al centro il ruolo del museo soprattutto dopo la chiusura imposta dalla pandemia”. “La finalità è anche quella di mettere in evidenza i principali legami che, già in epoca storica, hanno caratterizzato la media valle del Fiora, e la città etrusca di Vulci – aggiunge Debora Rossi direttrice scientifica dei Musei Civici Archeologici di Pitigliano – e implementare la conoscenza di una particolare produzione ceramica, quella etrusco-corinzia, proveniente da uno dei siti di maggiore interesse del territorio come Poggio Buco. Infine promuovere un metodo per la fruizione e la gestione del patrimonio storico-archeologico del territorio attraverso uno spazio reale espositivo preposto a raccontare storie, ricostruire mondi e oggetti oggi perduti in modo coinvolgente ed emozionante, secondo la logica del museo diffuso”.  Altri pezzi di statuaria arcaica vulcente possono essere ammirati al Museo Civico Archeologico di Ischia di Castro e alla necropoli di Castro, al Museo della Ricerca Scientifica di Canino, a Vulci, dove è stato recentemente aperto un percorso attrezzato che consente anche a coloro che hanno difficoltà motorie di raggiungere facilmente l'importante sepolcro. Il giro si conclude a Montalto di Castro, dove sono visibili un nutrito gruppo di statue provenienti dalle necropoli vulcenti.  

La mostra è promossa dalla Soprintendenza Archeologica di Viterbo ed Etruria Meridionale, dalla Soprintendenza Archeologica delle province di Arezzo, Siena e Grosseto, da Regione Lazio e Regione Toscana, dai comuni interessati dall'evento, i Musei di Maremma, la Fondazione Vulci e Coop. Sociale Zoe. Il Comitato scientifico è formato da Margherita Eichberg, Simona Carosi Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio della provincia di Viterbo e l'Etruria Meridionale, Lara Archengeli del Parco Archeologico Città del Tufo, Debora Rossi dei Musei Civici Archeologici di Pitigliano e Carlo Casi Fondazione Vulci che ne è anche il curatore.  

Info: 0564614067 oppure 3885724861, e-mail: museo@comune.pitigliano.gr.it   
Scarica qui la scheda completa della mostra 

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